domenica 14 gennaio 2024

fatevi i gatti vostri n.2034 "Chi l'ha visto?"

Oggi mi voglio dilettare con un giochino per il cui titolo mi ispiro al notissimo "Chi l' ha visto" televisivo. Qui a dire il vero non si tratta di avello visto e nemmeno di "averlo toccato" come suggerirebbero subito le male lingue del Bar Nado con intenti ovviamente allusivi. Sarebbe giusto dire "chi lo conosce?" o "chi l'ha letto?"

Nzomma, facciamola breve. Ieri ricorrevano cent'anni dala nascita di un gigante del penziero filosofico e non solo. Io prencipiai a nteressammi ale su opera quando avevo na ventina  d'anni o poco più. Il libro si chiamava "Contro il Metodo"  e ne rimasi folgorato. Secondo me sebbene gli estimatori un manchino meriterebbe tanto ma tanto di più. 

Parlo di  quest'omo che qui


Un cranio meraviglioso come si direbbe a Livorno o più semplicemente "na chiorba di nulla!" (A naso mi par di ricordammi che tale figura retorica appartenza ala famiglia dell' iperboli ma se ho detto na cazzata chi ne sa più di me mi corregga pure che un me la piglio a male)

La biografia compare su biografie online.it (io un sarei stato ingrado di tratteggiare in breve tutto ciò) si tratta di un eccellente sito che vi invito a seguire non chiedano soldi e ci scrivano persone di indubbia competenza.

Paul K. Feyerabend  (il nome si legge PAUL FAIARABEND cos' come l'ho scritto o quanto meno se lo leggete così, a nche se la pronuncia uné perfettissima un fate la figura di un sapé neppure che è austriaco). 

I su libri si trovan guasi tutti in commercio e piuttosto a bon prezzo. Diverza roba anche sui siti di usato. Uno l'ho pigliato recentemente lì. Purtroppo dei più manca la verzione ibukke per chi addopra kindle, kobo o attrezzi simili. Io nela mi biblioteca ne avevo diverzi e ne ho fatto dono ala fondazione Esserino. Tanto oramai di tempo pe lègge me ne resta pochino e cola regressione senile invece di tuffammi nela filosofia, so tornato a fumetti: Diabolik, Satanik, Kriminal, Alan Forde e quando voglio ripenzà a quarche nquietante fantasia giovanile, sfoglio anche Isabella duchessa de diavoli. Se un sete tanto giovani ve ne dovreste ricordà. 

Ovviamente i libri dela fondazione di Esserino gatto sò a disposizzione di tutti l' amici che hanno tempo e voglia di passà a Venezia a visitare li spazi e li scaffali del mitico gatto lettore. Mi raccomando un vi dimenticate la tessera perché se un ci sono io o quarcheduno che vi conosce di viso vi lasciano fòri a diaccià.

Bona Domenica

Dante

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Filosofo della scienza tra i più noti del mondo, Feyerabend è diventato celeberrimo per

il suo cosiddetto "anarchismo metodologico". Nato a Vienna il 13 gennaio 1924, dopo

aver conseguito il dottorato presso l'università della sua città si dedica alla fisica e

all'astronomia diventando un membro fondatore del Circolo Kraft, diretto da Victor

Kraft, già membro del Circolo di Vienna.

In seguito Feyerabend si trasferisce prima in Inghilterra, dove alla London School of

Economics segue i corsi di Karl Popper e, in seguito, negli Stati Uniti, dove insegna

filosofia all'università californiana di Berkeley .

Inizialmente si è occupato di problemi concernenti alcuni settori scientifici particolari,

come la microfisica, e soprattutto di questioni generali sulla metodologia della scienza

e la posizione di quest'ultima rispetto alle altre branche della cultura.

Dopo aver sviluppato una critica serrata della cosiddetta concezione ortodossa della

spiegazione scientifica (quella elaborata soprattutto da E. Nagel e C.G. Hempel)

mediante l'approfondimento di alcune idee già presenti in Karl Popper, Feyerabend ha

scritto una serie di saggi (il più famoso dei quali è l'iconoclasta "Contro il metodo")

volti a criticare le principali interpretazioni odierne della metodologia scientifica,

giungendo anzi ad affermare, sulla base di considerazioni insieme storiche ed

epistemologiche, l'inadeguatezza e l'insostenibilità di qualunque teoria del metodo che

voglia costringere i tipi di comportamento e di scelte scientificamente accettabili entro

un certo numero di norme più o meno rigide.

Secondo Feyerabend quando adottiamo una teoria per spiegare un fatto, il fatto stesso

si presenta diversamente una volta che è stato spiegato per mezzo della teoria. In altre

parole i fatti dipendono dalle teorie da cui sono spiegati; non è dunque in alcun modo

possibile mettere a confronto assunti teorici ed evidenze fattuali.

Per Feyerabend è necessario riconoscere che la scienza ha bisogno e fa uso di una

pluralità di standard e che gli scienziati lavorano meglio se sono al di fuori di ogni

autorità, compresa l'autorità della ragione. È questo, in sostanza, il suo tanto discusso

"anarchismo metodologico", una visione del mondo e della scienza secondo la quale

non vi sono, appunto, regole del metodo che nella storia della scienza non siano state,

di fatto, più o meno consapevolmente violate. Ma la cosa importante per Feyerabend è

che senza tali violazioni non sarebbe stata possibile la crescita della conoscenza

scientifica.

L'anarchismo metodologico del pensatore viennese porta così a conseguenze estreme.

Dalla scienza viene eliminata la razionalità stessa ed essa viene assimilata ad una

qualsiasi altra dimensione dello spirito (arte, religione, poesia, magia). A suo parere,

tanto per citare un esempio storico, non si ha progresso con il passaggio tra la teoria

tolemaica e quella copernicana.

Egli è addirittura più radicale rispetto ai celebri approdi di Kuhn, il quale era convinto

che fosse una forma di "fede", inizialmente, a far procedere la ricerca poichè in un

primo momento un nuovo paradigma scientifico non appare così preciso rispetto al

precedente, non ha basi così stabili.

Feyerabend invece sostiene che anche la nozione di progresso scientifico all'interno di

un paradigma è pura illusione. A suo avviso, la stessa esistenza di un metodo che

contenga principi fermi, immutabili e assolutamente vincolanti come guida nell'attività

scientifica è un artificio che non ha nulla a che fare con la concreta storia della scienza.

Egli giunge così non solo a sostenere la pari dignità delle differenti tradizioni all'interno

della scienza, ma anche a negare la superiorità della conoscenza scientifica rispetto ad

altre forme di sapere, dall'arte all'astrologia.

Nemico delle astrazioni, ossia dei processi astrattivi tipici della scienza o della filosofia

(che Feyerabend giudica un complicato processo attraverso cui si tolgono alcune

proprietà ad un oggetto e se aggiungono altre, perdendo il contatto con la realtà delle

cose), Feyerabend sostiene che "se ci troviamo all'interno della tradizione occidentale,

selezioneremo l'informazione scientifica, ma come risultato di un atto di scelta. Ora, il

fatto che qui sia implicato un atto di scelta, il fatto che si traggano risultati dalle scienze

piuttosto che da qualche altra cosa, viene mascherato dal modo in cui gli scienziati

presentano i loro risultati. Non solo gli scienziati ma anche i loro rappresentanti in aree

culturali più vaste: filosofi, giornalisti, e così via. Costoro dicono: 'Noi non solo

offriamo informazione, diciamo anche che cosa è reale.' Il loro assunto di base è che c'è

una realtà che esiste indipendentemente dalla ricerca scientifica, è che gli scienziati - o

le persone che usano l'astrazione - hanno trovato il modo giusto di descrivere la realtà,

e che perciò quell'informazione deve essere presa in considerazione perché in fin dei

conti noi siamo parte della realtà, viviamo nella realtà, e quindi dovremmo conoscerla.

Senonché questa inferenza è del tutto ingiustificata: abbiamo, certo, informazioni che ci

aiutano dal punto di vista pratico, ma da questo non consegue che l' informazione sia

vera in senso assoluto.

Molte vecchie teorie conservano la loro utilità; per esempio, se lo scopo è di effettuare

previsioni approssimative, è possibile usare la vecchia idea che la terra sta ferma e che

tutti i pianeti le girano attorno in epicicli - se si scelgono le condizioni iniziali giuste,

questa idea darà i suoi frutti. Oggi abbiamo la fisica delle particelle elementari, e anche,

in generale, la teoria quantistica. Ma se non vogliamo sapere nulla delle particelle

elementari o della chimica, o delle proprietà fisiche delle sfere, e così via, possiamo

usare la vecchia meccanica. Perciò, il fatto che qualcosa sia utile non significa che sia

anche vera e che abbia a che vedere con la Realtà; e il fatto di trovare qualcosa

attraverso l'astrazione non significa che quel che si è trovato stesse là, nel mondo,

prima che si cominciasse a fare astrazioni".

Denunciando lo strapotere della scienza nel mondo d'oggi e battendosi per un

ridimensionamento del suo peso teorico e sociale Feyerabend dichiara che "essa è solo

uno dei molti strumenti inventati dall'uomo per far fronte al suo ambiente e che, al di là

della scienza, esistono miti, esistono dogmi della teologia, esiste la metafisica, e ci sono

molti altri modi di costruire una concezione del mondo. È chiaro che uno scambio

fecondo fra la scienza e tali concezioni del mondo 'non scientifiche' avrà bisogno

dell'anarchismo ancora più di quanto ne avrà bisogno la scienza. L'anarchismo è quindi

non soltanto possibile, ma necessario tanto per il progresso interno della scienza quanto

per lo sviluppo della nostra cultura nel suo complesso".

Uomo dai vastissimi interessi e dalla personalità passionale e polemica, dotato di

un'umanità straordinaria ed intensa come raramente capita di incontrare fra gli

intellettuali di professione, negli anni '60 fu inevitabilmente coinvolto nel movimento

di protesta degli studenti e s'interessò alla cosiddetta società alternativa ed alle idee di

culture e razze non europee; nello stesso tempo cominciò a riesaminare la scuola di

pittura dadaista ed il teatro dell'assurdo.

Paul K. Feyerabend, dopo aver vinto l'importante premio Fregene nel 1990, è deceduto

nella sua casa viennese il giorno 11 febbraio 1994.

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Opere Principali:

Problemi dell'empirismo, I (1965); II (1969)

Contro il metodo (1975)

La scienza in una società libera (1978)

Addio alla ragione (1990)

La maggior parte degli articoli sono raccolti nei due volumi dei Philosophical Papers

(1981)

Paul K. Feyerabend, la biografia – Leggi altre informazioni e visualizza le fotografie sul sito: 

2 commenti:

  1. Mi ha fatto piacere vedere questo spazio dedicato a celebrare il genetliaco di un filosofo che i siti on line definiscono fra i maggiori contemporanei. Purtroppo che non è così noto tra i non addetti ai lavori. Piace molto a mia sorella che ha una laurea in filosofia. L'ha sempre tenuta sempre nel cassetto perché dopo il trasferimento e il matrimonio in Svizzera si occupò delle attività imprenditoriali del marito. A livello di interesse non ha perà mai abbandonato la vecchia passione.
    E' corretta la tua attribuzione alla famiglia delle iperboli per quanto attiene l'espressione vernacolare citata. Tale figura può essere infatti usata in esaltazione o in riduzione estrema di una qualità. Regge spesso, ma non sempre, l'ironia allorchè la si usi con significato opposto alla realtà. "Un cervello da niente" per dire "un genio" oppure : "Ha parlato Cicerone" per significare la modestia dell'eloquio appena udito. Non credo tuttavia tu avessi bisogno di questa mia conferma. Io e Maria Anna passeremo dalla fondazione e Ti ringraziamo per il cortese invito. Buona domenica a tutti Voi.
    Giovanni e Maria Anna Martinelli

    RispondiElimina

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