sabato 3 gennaio 2026

fatevi i gatti vostri 2132 "Ce ne vole parecchio!" "D'orecchio!"

Ieri sera, nzieme ar mi babbo, su rai 3 ho  visto r documentario biografico "Enzo Jannacci - Vengo anch'io" di Giorgio Verdelli. Offriva un ritratto completo dell'artista co filmati d'epoca e testimonianze di tanti nomi mportanti delo spettacolo come Vecchioni, Vasco, Cochi e Renato, e molti altri. Se un l'avete visto  lo potete trovà e rivedé  su RaiPlay.



Bello! C'era tanta roba e tante nformazzioni su particolari professionali e biografici che io  nemmeno immaginavo. 

Poi ala fine m'è venuto detto: "Peccato che Dino sia sempre lassù da Dante. Mi sarebbe piaciuto fammi raccontà quarcos' artro su Jannacci magari sui su magheggi musicali che nel filme so emerzi pochino. Quando io e Samatta s'era bimbette ce ne parlò ma na vorta sola". R mi babbo ha replicato: Era mmenzo! Un talento immenzo mischiato  a un anticonformismoammirabile. Era il Piero Ciampi di Milano ma mentre Ciampi cola su malinconia a vorte riusciva a rompe i coglioni anche qui a Livorno e si faceva emarginà, lui nvece aveva saputo impone il tema dell' urtimi e de diverzi e gli riesciva di portallo a Sanremo, a Canzonissima, nzomma nele case di tutti. E tutti gli volevan bene. tutti quelli che un lo capivano ma li faceva ride. E tutti quelli  che  di musica ne capivano. Un parlo de critici ma di gente come Celentano, Gaber, Paolo Conte, Tenco, De Andrè, giganti ma che forze ravvisavano in lui il tocco di pazzia geniale unita a talento. Mi fa piacere che il su figliolo abbia dedicato na serata a Piero Ciampi". 

E allora da sta chiaccherata piglio lo spunto pel poste di questo uicchende. Vo ndietro cola memoria fino a quell'episodio

che coinvorge me, Dino, Samatta e le Trombanti. Era credo ir dumila tre e noi sera poco più che bimbe, ci garbava la musica. Io e Samatta s'avevano i genitori musicisti che, anche se s'eran piegati a lavori più ordinari pe fa campà le famiglie, annoi ci avevan trasmesso la passione. La zia dele trombanti nzegnava ar Mascagni e di lì a poco ce le avrebbe tirate dentro come na calamita. Sama e loro due avevan già i su strumentini. Io preferivo  cantà  nzieme a Dino, a Dante e ar mi babbo che un mi lesinavano mai l'accompagnamento. Dante s'era da poco trasferito a Venezia da Holly. Il Ciampi era davanti ala televisione. A un certo punto si sente cantà Lontano Lontano di Tenco ma un era lui era Jannacci. Samatta sbotta su: "Boia dé come l'ha straziata!". Di rimando la Trombante maior chiosa: "fa caà davvero" e Tromba Marina cola delicatezza che  la contraddistingueva fin dall' infanzia s'infila ne commenti : "Pare si lamenti, come uno che ha pigliato na pedata ne 'oglioni " . Il Ciampi lasciò che la canzone finisse. Poi spenze la televisione e rivoltato verzo di noi attaccò: E voi correste doventà dele musiciste? Avvoi costì vi garberebbe entrà ar conservatorio? Ma nemmeno a sciacquà i bicchieri qui da Nado vi metterei. Avete avuto r coraggio di criticà ir meglio pezzo che ci s'ha in Italia. Ne dovrete ascortà di musica prima di capì chi avete davanti". 

Samatta un ci voleva sta a quella ramanzina. "Pole anche esse un genio come dici te Dino, ma se uno stona lo sento e non poi non sentillo anche te. E ci rompi le palle co tempi, coll' intonazione, cor fiato e poi ci rimescoli le carte così."

E Dino seguitò con carma ma con quel fare sprezzante che sembrava parlasse a dele dementi: " Ma lo sapete bimbe che quest'omo è sortito dal conzervatorio cor diploma in piano, armonia composizione e direzione d'orchestra? Esattamente il percorso che ho fatto io e vi posso assicurà che t'aprano r culo quando vai a sostené  quell'esami chellì. Poi, ir fatto di confonde dele dissonanze cole stonature ve lo perdono ma propio perché sete piccine e avete da mparà tutto. Ma percaso, se vedete un quadro di Modigliani dite che un sa rispettà il senzo dele proporzioni anatomiche? E ando giù pe guasi un ora lasciandoci cola coda fra le zampine che sfoggiavano ancora r pelo matto e i calzettoni.

Allora ripromettendomi di parlanne più diffusamente in quarche prossimo poste oggi vi linko propio il pezzo che dette origine a quella lezione ciampiana  

Ora spero un ci sia r solito pisano che mi dice: "Occome co tutta la roba che ha prodotto lui e ci fai senti na covere?" La ragione l'ho detta raccontando l'episodio ma vi farò sentì, a breve, altra roba guasi sconosciuta e bellissima scritta musicata e cantata da lui medesimo ok?

Bon uicchende attutti

Zanza




4 commenti:

  1. Le risposte a questo primo commento sono riservate allo staff di redazione.
    I lettori possono commentare come di consueto. Grazie Zanza
    Zanza, Livorno online stasera dale 9

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  2. Bella socia! Visto io pure, ieri sera. Ridevo e mi commuovevo. Notevole l'acutezza del Ciampi, non avevo dubbi. Grazie e Buon Anno
    Patty

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  3. Grazie anche da parte mia per questo bel post. Non conoscevo questa canzone nella interpretazione di Jannacci, sono molto legata a quella di Tenco e mi viene difficile sentirla cantare diversamente ma mi inchino di fronte alle argomentazioni stringenti del Ciampi. Specie l'analogia con Modigliani mi pare perfettamente calzante.
    Buona Domenica
    Eli

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  4. "L'era 'l mej e i mej stàn minga chì per semper." E adesso vedo tanti commerciali perfino fra gli hard rappers. Ci vuole un esercito di questi qua per fare un unghia di Enzo. Quando hanno messo la targa per la sua Veronica, in via Canonica, ero lì con la mascherina. Se posso dare un suggerimento non trascurate le stupende canzoni d'amore. Una poco nota ma stupenda è "Non è vero". Chi la conosce conosce Jannacci e non farebbe osservazioni sulla sua voce, chiedetelo a Dino nel caso. Un abbraccio e buon anno
    Luci

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