mercoledì 31 dicembre 2025

fatevi i gatti vostri 2131 Bon LapalissiANNO!

Brevi note che mi giungono da Venezia, tramite una chiamata fatta a Dino. E c'è da rallegrassi perché Dante ha buttato via il cellullare e Dino ancora risponde ma se gli pare. 

Dunque Holly, Dani e naturalmente Bobby, che non si è mosso di lì, sono in Inghilterra. Non però ad Oxford, dove Bobby insegna ed  ha un alloggio minuscolo. Sono tutti nella deliziosa casetta di Porchester Road, a Londra. Quella che Dante,  a forza di braccia e di bestemmie tradotte in inglese perché si sentivano meglio da fori,  da vetusta e fatiscente che era, trasformò in calda ed accogliente. Eh sì, a quell'epoca attraversava ancora i suoi migliori momenti  di disponibilità verzo gli altri. 

Dunque parlo co Dino che mi riferisce quanto sopra e aggiunge che Costanza non è lì e non ci andrà. Alla ovvia richiesta di lei: "Come ci organizziamo per queste feste? "Lui le ha risposto che lei poteva arrivare tranquillamente a Venezia o a Livorno, se preferiva. Lui, però aveva bisogno di stare dassolo nzieme a Dante. La motivazione risiedeva nel fatto che  nutriva dei dubbi sul fatto che in futuro ci potessero essere altre occasioni. 

Lei lo ha giustamente mandato in culo. L'avrei fatto anche io!

Pare che abbia aggiunto che qualora avesse avuto voglia di raggiungerla, lei il 31 sarebbe stata a Montecarlo alla serata al Port Hercule, e che se le dava una risposta in tempi brevi gli avrebbe mandato i soldi per il viaggio. 

Il Ciampi è poverissimo ma ha orgoglio da vendere quindi potete immaginare dove le ha detto di mettersi quei soldi sempre che non avesse da metterci qualcosa di meglio. Bella storia. 

Quest'anno non c'è pace nemmeno nei sodalizi più conzolidati. 

Alla fine gli ho chiesto se lui e Dantino penzavano di fare qualcosa per l' ultimo e lui laconico mi ha risposto "aspettiamo che finisca questo sinnò come fa a prencipià il 2026?".

"E' lapalissiano" è stato il mio commento alche lui ha aggiunto: "Sì ma le verità lapalissine spesso sfuggono ai più, come quella, ad esempio, che al momento  noi tutti abbiamo un Natale di meno da vivere e tra poco anche un ultimo dell'anno e questo non vale solo per gli anziani come noi ma anche per voi allegre comari del bar Nado e persino per i bimbi in fasce".

L'ho salutato dicendo che  ci  avrei penato su perché quest'ultima  sua sortita era davvero profonda.

E così mi sono messa scrivere il post su l'anno lapalissiano. 

Tuti voi conoscerete l'aggettivo "lapalissiano" usato per definire  un fatto di tale evidenza e ovvietà che la sua enunciazione è del tutto inutile se non proprio umoristica, come nell'espressione «l'acqua è bagnata». 

Da qui l' espressione verità lapalissiana o verità di La Palice[(in francese: lapalissade o vérité de La Palice). 

Forse in meno sanno che  l'aggettivo lapalissiano deriva dal nome del maresciallo Jacques de Chabannes, signore di Lapalisse (La Palice) di cui vi mostro busto con aria assai fiera e castello.






L'origine dell'aggettivo lapalissiano nel significato di «ovvio, scontato» è ricondotta a un aneddoto legato alla sconfitta dei francesi nella battaglia di Pavia (1525). I soldati agli ordini del maresciallo La Palice, morto nell'assedio della città, per rendere onore al coraggio del loro comandante avrebbero composto il seguente epitaffio; La Palice est mort a Pavia "Si il n'était pas mort, il ferait encore envie" (Se non fosse morto, farebbe ancora invidia) per definirne appunto la grandezza. 

Purtroppo almeno secondo una versione abbastanza credibile il marmista che aveva ricevuto l' incarico di incidere la frase sulla lapide comprese Serait al posto di Ferait e en vie al posto di en vie  e così incise dando origine all' immortale ovvietò: "Si il n'était pas mort, il serait encore en vie" (Se non fosse morto, sarebbe ancora in vita.)

Nel XVIII secolo, l'accademico francese Bernard de la Monnoye compose una canzone che utilizzava il motto inciso, adattandolo ai propri versi e diffondendo l'idea che La Palice fosse un maestro delle ovvietà.

Ecco un estratto della canzone di La Monnoye:


(francese)

«Messieurs, vous plaît-il d'ouïr

l'air du fameux La Palisse,

Il pourra vous réjouir

pourvu qu'il vous divertisse.

La Palisse eut peu de biens

pour soutenir sa naissance,

Mais il ne manqua de rien

tant qu'il fut dans l'abondance.


Il voyageait volontiers,

courant par tout le royaume,

Quand il était à Poitiers,

il n'était pas à Vendôme!


Il se plaisait en bateau

et, soit en paix soit en guerre,

Il allait toujours par eau

quand il n'allait pas par terre.


Il buvait tous les matins

du vin tiré de la tonne,

Pour manger chez les voisins

il s'y rendait en personne.


Il voulait aux bons repas

des mets exquis et forts tendres

Et faisait son mardi gras

toujours la veille des cendres.


Il brillait comme un soleil,

sa chevelure était blonde,

Il n'eût pas eu son pareil,

s'il eût été seul au monde.


Il eut des talents divers,

même on assure une chose:

Quand il écrivait en vers,

il n'écrivait pas en prose.


Il fut, à la vérité,

un danseur assez vulgaire,

Mais il n'eût pas mal chanté

s'il avait voulu se taire.


On raconte que jamais

il ne pouvait se résoudre

À charger ses pistolets

quand il n'avait pas de poudre.


Monsieur d'la Palisse est mort,

il est mort devant Pavie,

Un quart d'heure avant sa mort,

il était encore en vie.


Il fut par un triste sort

blessé d'une main cruelle,

On croit, puisqu'il en est mort,

que la plaie était mortelle.


Regretté de ses soldats,

il mourut digne d'envie,

Et le jour de son trépas

fut le dernier de sa vie.


Il mourut le vendredi,

le dernier jour de son âge,

S'il fut mort le samedi,

il eût vécu davantage.»



(italiano per chi aborrisce il francese)

«Signori, vi piaccia udire

l'aria del famoso La Palisse,

Potrebbe rallegrarvi

a patto che vi diverta.

La Palisse ebbe pochi beni

per mantenere il proprio rango,

Ma non gli mancò nulla

quando fu nell'abbondanza.


Viaggiava volentieri,

scorrazzava per tutto il reame

e quando era a Poitiers,

non era certo a Vendôme!


Si divertiva in battello

e, sia in pace sia in guerra,

andava sempre per acqua

se non viaggiava via terra.


Beveva ogni mattina

vino spillato dalla botte

E quando pranzava dai vicini

ci andava di persona.


Voleva per mangiar bene

vivande squisite e tenere

E celebrava sempre il Martedì Grasso

la vigilia delle Ceneri.


Brillava come un sole,

coi suoi capelli biondi.

Non avrebbe avuto pari

se fosse stato solo al mondo.


Ebbe molti talenti,

ma si è certi di una cosa:

quando scriveva in versi,

non scriveva mai in prosa.


Fu, per la verità,

un ballerino scadente,

ma non avrebbe cantato male,

se fosse stato silente.


Si racconta che mai

sia riuscito a risolversi

a caricar le pistole

se non aveva le polveri.


Morto è il signor de la Palisse,

morto davanti a Pavia,

Un quarto d'ora prima di morire,

era in vita tuttavia.


Fu per una triste sorte

ferito da mano crudele,

Si crede, poiché ne è morto,

che la ferita fosse mortale.


Rimpianto dai suoi soldati,

morì degno d'invidia,

e il giorno del suo trapasso

fu l'ultimo della sua vita.


Morì di venerdì,

l'ultimo giorno della sua età,

Se fosse morto il sabato,

sarebbe vissuto di più.»

il est mort devant Pavie ;

Hélas ! s'il n'estoit pas mort,

il seroit encore en vie.»

(italiano)

«Ahimè! La Palice è morto,

è morto davanti a Pavia;

Ahimè! se non fosse morto,

sarebbe ancora in vita.»


Non mi resta che auguravvi sto 2026 Lapalissianno perché a me le cose ovvie mi garbano anche includano che anch'io c'abbia un Natale e un urtimo dell'anno di meno da dové vive. Le cose che un so ovvie, nvece, tipo stragi e genocidi mi fanno dimolto orrore e paura

Bona Fine

Zanza e il Barre tutto

giovedì 25 dicembre 2025

fatevi i gatti vostri 2130 BUON NATALE A TUTTI !!!

L'alberino lo ha fatto Dante e le luci al Babbo Natale, che Dante aveva restaurato lo scorso anno, le ha messe il Ciampi. Me lo hanno mandato ieri sera con gli auguri e lo condivido con tutti

Dal Bar Nado il nostro Buon Natale a tutti i lettori

Zanza e tutto lo staffe




domenica 21 dicembre 2025

Fatevi i gatti vostri 2129: "Un Natale parecchio moscio"

E ci risiamo! Se un si sta attenti Babbo Natale ci viene addosso cola slitta e le renne mentre noi si penzava d'avecci quarche artro giorno di riflessione be doventà più buone e volé bene a tutti. A parte la corza cole renne, st'anno Babbo Natale ha prencipiato a perde colpi e perzino la mamma der bimbo dela nostra canzoncina Natalizia pare abbia ricevuto na letterina di scuse.  Ner bigliettino arivato co anticipo sur 24, Zanta Clausse diceva d'ave de problemi d'erezione e che era meglio che leilì organizzasse l'abituale trombatella natalizzia cor postino o co quarche vigile der foco, perché lui si vergognava anche a tirallo fori pe piscià.



E unè  è ndata maluccio solo ar tegamino americano che penzava di ripete l'ampresso natalizio che durava da quando nventarono la canzoncina. Purtroppo anche noi siamo nfilate n'una serie di delusioni che temevo ma a cui un volevo crede. Queste so l'urtime notizie, Bobby un si poteva move per via che la su attuale fidanzata s'è fatta male a na zampa e un si pol move. Così Danì ha penzato di andà su lei e gli piaceva l'idea di portà anche i su zii. Ma le conzegne cola barca seguitano fine al 24 mattina e dopo un c'eran più aeri a meno di un pagalli un botto. Le cose pare l'abbia risolte Dantino cola su proverbiale salomonicità: "O perché un vi levate da coglioni voi due? Tanto pe le conzefna d'una mattina ci posso andà io!" Detta così cor una cortesia e no stile mpareggiabile gli so arrivati du vaffanculi unisoni e Holly e Dani so corze a fa r biglietto. Quando ha saputo come si metteva r Natale pel su fratello di latte, Dino l'ha chiamato ar telefano pe digli allora fai le conzegne e poi monti n treno e vieni al Barre tanto noi siamo qui. Nisba! "E l'unica gattina resta chi glielo dà da mangià? Gesù n fasce?".

Penzava d'avé chiuso così ogni possibilità a tutti ma un sapeva o meglio l,o sapeva ma un si ricordava di avé un antagonista tremendo quanto a stronzaggine. Difatti Dino ha replicato allora vengo nzù io. E Costanza gli s'è chiesto noi? E Costanza pol venì lei a Venezia o sennò ci si vede pe San Silvestro.

Così  ala fine siamo tutti sparpagliati ed è la prima volta da quando nacque sto blogghe. Ammé un vedé Dani, Bobby, Holly Dante e perfino Dino mi dà un senzo di smarrimento. Certo sola un so, ho du fratelli e relative donne, la mi mamma, r mi babbo, Samatta e i suoi, le tromanti tutte e due, Gerge e Kate Dalton. Nzomma da fa na tavola c'è ma uné la medesima di sempre e mi dispiace. Prima che r Ciampino partisse però s'è voluto fa la musica nzieme e  st'anno era d'obbrigo, anche visto come ho prencipiato il post, fa na verzione nova dela canzoncina der bimbo che spia la mamma a fruga ne carzoni a Babbo Natale. L'armonica di Dante manca ma c'è r sax di Sam  e c'è rpiano der Ciampi ir basso der Tafano e la batteria d'Ampelio, nzomma na Bar Nado band  

cge potrebbe anche andà n culo a Bice. Per i curiosi che voglian sapé chi sia sta Bice gli si risponderà alla maniera di Mario. O Mario chi? Ma Mario r bagnino no! L'immortale perzonaggio sortito dala geniale fantasia di Giorgio Panariello.





O come chi Bige? 
Quella lì che le su amighe l'avan messa già n cornige ,
come meglio  direttrige 
che  gli voglian fa dirige, a sentì quer che si dige, 
propio  l'araba Fenige. 
E che dice  la Fenige? 
La Fenige  un vol sonà 
se a dirige è quella là!

Ci si sente il 24 pell'auguri, nel frattempo organizzatevi e divertitevi!

Zanza

sabato 13 dicembre 2025

Fatevi i gatti vostri 2128 "Stianto ma reggo"

Cari amici, capirete che, nonostante la buona volontà, il compito di redattrice unica mi resulta un po' pesantino. Dala pandemia in poi lavoro14 ore al giorno al barre.  Oramai, a meno che un principe cor cavallo bianco un si fermi a Livorno e resti irretito dale mi poppe esagerate e cascanti e dale mi mele striate di cellulite, unò speranza di levammi di ulo dacquì. 

I sogni ci so stati e belli ma eran tutti lontani e io unò trovato né coraggio perzonale né compricità esterna pe affrontalli. 

Dani sarebbe stata n ottima compagna di viaggio. Ideale direi. E s'è sognato nzieme, a lungo di girà tutto l mondo e na volta fenito l giro di riprencipiallo. Però affrontà na vita nzieme a zonzo n ognidove unè semplice. Pe du etere poi è propio difficile perché sortan fori dele complicazioni dovute ala vita sentimentale d'ognuna. Purtroppo oltre ala compricità, all amicizia profondissima e all'ideali condivisi, s'ha tutt'eddue un  brutto difetto anche un po' fori moda si sti tempi. Annoi  n mezzo ale zampe ci garba avé un maschio cor su arbero di natale  bello svettante e le palle attaccate. Come immaginerete, quando ci si mettan di mezzo le relazioni di sto tipo bisogna fanne recede altre. Cor 2025  ir volo verzo la quarantina è spiccato e un mi pare che niente lo possa fermà. Così è per me. Così per Samatta e anche pe le trombanti che so leggermente più piccine ma di poco. Quando ho detto ala mi mamma e a babbo: " ora potete andà in penzione" sapevo indove mi infilavo. In fondo sentivo, tuttavia, che era r mi modo pe un perde un mondo in cui ero cresciuta e indove mi ritrovavo a mi agio. La mattina, ancora coll'occhi incispiati, ho bisogno di vedé Dino che ciondola, di sentì l'odore dela macchina der caffè che prencipia il su lavoro, la ventata d'aria esterna, che ariva dala porta che s' apre, il saluto der primo che entra. Qui ancora si conzumano de rapporti umani. Cambiati, è vero, nquinati quer tanto che basta a fammi venì la nausea da si art fo e alla ma ancora si parla e s'erza la voce e finché questo resterà io lo coltiverò come l'urtimo giardino dele meraviglie. Qui ci s'hanno ancora le carte da gioco e le bestemmie volano in alto come se qualcuno le potesse ascoltà e cambià quell' urtima mano di scopone. Da Nado  un so mai entrate le slotte mascjin. Qui ogni giorno ci so sur tavolino, accanto ala porta d'ingresso, du quotidiani e du giornali sportivi. Qui se uno entra ale 10 di mattina e ha fame ma no di briosce, quarcosa ar foco gli si mette e lo stesso se arriva a mezzanotte. Detto questo bisogna anche ragionà sur fatto che sotto il carico di lavoro che mi arriva sul groppone da quelle belle ma lunghissime quattordici ore ar giorno passate qui, di tempo per me ne resta poco e pochissimo pel blogghe. Spero che Bobby e Dani si decidano a dammi una mano. Quest'anno non andrò a Venezia perché l' idea di Dante che un cìè o fa finta di un esseci mi fa troppo male. Se però qualcuno di loro, magari anche Holly, che lavora sempre e troppo, come me, volesse venì quaggiù, ho dato la mi disponibilità. Dino seguita a dormì nel nostro magazziono e ha la casa vota. Ir mi fratello piccino, dopo che ha avuto ir secondo mancamento di cervello, dorme fisso da Camillina che, secondo quer che ha detto lei, se lui deve morì lei vole esse lì. Ma un v'allarmate ha la pelle dura il Mosca e a parte ste precauzioni fa la solita vita di sempre. Mangia, beve, dorme sereno e tromba tutte le volte che lei ci sta. Quando lei unnà voglia no. Perché si sa e ora l'ha decerato anche il parlamento, le donne possan di di no anche a metà delo zumzumme. Io sinceramente un l'ho mai fatto, perché mi sembrerebbe un atto di sadismo. Quarche volta ho sopportato, sperando che fenisse ala svelta e si levassa dale palle ma se gli avevo detto di sì da prencipio, sinceramente il no a mezza monta un l'ho mai pronunciato. Tornando a posti disponibili:  Io posso dormì tranquillamente ner magazzino,  eguale Dino perché ci so du posti  e lui non russa. Se venisse Costanza,dala Svizzera, lei si porterebbe Dino in albergo, così ci sarebbe un posto voto qui, quattro a casa di Dino e du camerette a casa dei miei (la mia e quella del Mosca). Glielo avevo già detto per telefono a Dani ma lo scrivo anche qui perché " scritta mane" e così, se un viene nessuno, mi sento libera d'incazzammi. Oggi come vedete ho buttato giú ste righe. ma è stato na specie di sfogo, a mo di diario, perché storielle da Dino un mi so arrivate e ammé un menè venute a mente punte. Visto che a Natale s'è sempre messo musica natalizzia ho penzato di risuscità quercheduna dele nostre vecchie esibizzioni. Oggi prencipierei con quarcosa che ancora propio da Natale unè ma è piena di dolcezza perche la canta Kate la figliola di George Dalton



che al tempo dell'esecuzzione fummo tutti concordi nel definì la voce (e non solo) più arrapante del webbe. 

Godetevi sta cauboi di mezzanotte e bona domenica

Zanza




lunedì 8 dicembre 2025

fatevi i gatti vostri 2127 "profondità vs intelligenza"

Riporto qui una vecchia disputa, tenutasi al Bar Nado tanti  anni fa, tra  Don Luigi  e l'avvocato Sacchetti. Orai son morti da anni tutti e due ma i termini di tale dotta e non breve argomentazione mi sono stati estesi da Dino Ciampi. Il tutto sulla base di quella che io considero a tutt'oggi una memoria prodigiosa. Specie poi  se si prendono in considerazione gli ettolitri di alcool che Dino ha trangugiato in una esistenza passata a mangiare poco e in maniera irregolare e, di converso, a bere molto in maniera regolarissima, quasi  metodica. Certo l'alcol ha aggredito la pelle, i capelli e non voglio ipotizzare altri terreni in cui l'azione di lisi, lenta ma inesorabile, abbia trovato applicazione. Non riscontro però cedimenti del suo archivio neuronale e mi fido parecchio delle sue restituzioni. Quindi quanto vi racconto dovrebbe essere un riassunto fedele di ciò che fu detto 40 anni or sono. Veniamo dunque al tema portante: Erano i primi di dicembre del 1985. Io e il mio gemello non si era nemmeno stati penzati perché r mi babbo e la mi mamma seguitavano a lavorà in giro pell'Italia e a lasciassi e rappacificassi con cadenza settimanale. Al barre troneggiava r mi nonno Nado, babbo dela mi mamma Nara. A di il vero luilì, quando la su moglie Mara prencipiò a ostentà un buzzo che pareva avesse ngollato n cocomero ntero, la voleva chiama Nada. La su moglie però  disse che di Nada a Livorno era bene ce ne fosse una sola. Tanto pe ntendessi vella che aveva cantato a Sanremo fin dar 69 e che che aveva vinto r festival ner 71 cor cuore è no zinghero.

Così, siccome  ala fin fine, eran du megalomani ma di quelli che riescano ad accordassi come forze faranno trampe e putinne, fecero n po' der nome di lui e un po di vello di lei e da Nado e Mara venne fori Nara. 

Donque al bar  Nado quella sera era un freddo cane e il freddo porta a bé de be ponci. Così le voci si levavano arte e le bestemmie e i cazzotti su tavolini condivano l'argomentazioni meglio dele figure retoriche.

Si parlava di Crassi e dela condotta der Piccì e Uliano, r babbo di Dante, aveva gia detto la sua: "Ammé sto rosso mi sembra vello der vino annacquato" intendendo i comunisti e aveva proseguito "E  poi ora che da anno scorzo un ci s'ha più Enrico vedrai te come cazzo si va a rifinì? Come la pesca der Giunti discorzi tanti e resultati punti". Così cor un par di bestemmie e un cazzotto sur bancone der barre aveva concruso la su nterlocuzzione. "Quel chiorbone di Bettino s'è messo a pappa e ciccia cor cavaliere e r culo de socialisti è stato venduto pe pochi centesimi" Aveva rincalzato Don Luigi che, se c'era da seminà zizzania era maestro. Era presente. come der resto guasi tutte le sere, anche l'avvocato Sacchetti. L'avvocato era assurto a na fama ncomparabile il giorno che nel mezzo d'una udienza s'era levato la toga e aveva annunciato ai presenti, giudice in primisse: "allora signor giudice e stimatissimi colleghi colgo l'occasione per cpmunicavvi che l'avvocato sacchetti s'è rotto i coglioni e si ritira dalla professione". 

A tale ardita e spregiudicata dichiarazione pare l'avessero portato un discreto capitale accumulato in carriera e le grazie di un paio di spogliarelliste che esercitavano a Montecatini e che lui aveva assunto in coppia come odalische private. Gli durò poco quell'Edenne in terra perché quando si mettano nzieme budelli e quattrini, come ben si sà spariscano nzieme  entrambi come n un numero di prestigio. Ovviamente un furono le prime due a rovinallo. Era un omo rodato e d'una certa furbizia ma la presunzione di potè ave r controllo su tutto finì cor mettelo a terra. Sostituì le prime du maiale co arte due e aggiunze r gioco d'azzardo nel quale si definiva maestro di strategia ludica. Forze se fosse andato a Sanremo, a Venezia o a Campione, magari accompagnato da na bona testa matematica come quella di Dante, si sarebbe sarvato ma prencipiò a frequentà le bische indove invece della rulette si giocava alla Toppa. Dante che tra le su tante esperienze, ar tempo in cui studiava, era stato anche affiliato come aiuto biscazziere in una bisca clandestina di Firenze, lo aveva avvertito. "Avvocato un c'è modo di vincere, adopran carte segnate, servano carte di riserva nascoste che tiran fori co degli artifici da prestigiatore. Una sera ti fanno vince pèerché tu ci creda ma poi, quando hai messo r capo ner secchio, ti mangiano tutto. E così fu. Na sera venne al Barre, vestito elegante e cor papillon e Nado ni domandò "O che va a un matrimonio di sera avvocato?". 

"No- replicò- vo ad ammazzammi" e si batté sula tasca, indove il rigonfio faceva indovinà la presenza d'una rivoltella. Il mi nonno era un omo di mondo e nvece di digli che un era il caso, che la vita era bella anche senza avé nulla, tuonò ad alta voce: "Ragazzi si beve, l'avvocato m'ha confessato na cosa che richiede na bevuta generale venite ar banco". E prencipiò a versà cognacchini e grappe. Più che altro ne versava all'avvocato che in nemmeno un quarto d'ora era così briaco che lo messero a dormì nel magazzino nzieme ad Aroldo, r gatto dela mi nonna Mara. La rivoltella fece un gran volo nel fosso reale e, il giorno dopo, l'avvocato fu preso a quattrocchi dar mi nonno e da don Luigi che lo convinzero che ancora il mondo era pieno di donne da trombà e di quattrini da poté fà. L'avvocato oramai era più vicino ai sessanta che ai 50 ma accettò i conzigli e cominciò a chiede gratisse la topa pela quale nvece aveva speso tanti vaini. Siccome era un bell'omo e aveva eccellenti maniere trovò dele sposine che gliela davano volentieri ma a fa cambio co soldi un c'avevan mai penzato. Mica erano dele professioniste lorolì. Quanto al lavoro ci pensarono r mi nonno e Dantino. Nado lo reclamizzò come conzulente legale per tutti quelli che avevano de casini e pochi soldi.  Così anche se un si parlava più dele parcelle d'un tempo quarche cosina arrivava. Dante all'epoca si arrabattava facendo tesi di laurea per conto terzi e passò all' avvocato parecchi lavori di giurisprudenza che per lui eran delle rotture di coglioni e delle perdite di tempo. Uliano lo presentò al collettivo socialista del porto e il Sacchetti fu talmente abile che a un certo punto era diventato ir conzulente di tutti l' operai di sinistra indifferentemente dal partito di appartenenza. I sindacati prencipiarono a preoccupassi  seriamente di questo outsider che sbrigava le contrattazzioni in meno tempo e con più resultati di quanti ne conseguissero loro.

Poi emerze Bettino e l'avvocato fece na certa scalata all'interno de socialisti, pare addirittura che Crassi, in visita a Livorno, si fosse ntrattenuto co lui dandogli del tu e nvitandolo perzino a mangià nzieme.

Così quella fatidica sera, quando l'avvocato Sacchetti sentì Uliano e Don luigi fare quell'accenno sur su beniamino, si sentì in dovere di fanne un apologia.

"Ma come potete penzà voialtri, che non avete idea di quanto magmatica sia la politica, come potete pensare che ciò che vi appare sia realtà e sopprattutto che non siano stati fatti calcoli preventivi rispondenti a precisi piani strategici? Il ridurre tutto a commenti così prosaici è come voler sminuire l' inteligenza e la profondità del segretario del partito".

Don Luigi un era abituto all' arringhe del tribunale ma era un retore che non temeva confronti e in più veniva dala raffinata scuola de gesuiti.

"Avvocato- replicò- una difesa così veemente a fronte di una osservazione da barre evidenzia che i punti deboli, da noi solo sommariamente palesati, a lei, che ci nota dentro, sono ben chiari ed è ragionevole che tanto più son deboli tanto più forte risuoni la sua apologia. Non voglio però confrontarmi con lei su cose che lei conosce dall'interno ed io percepisco a pelle ma senza prove specifiche. Mi fermerò dunque a riflettere solo sui due lemmi usati da lei. Intelligenza e profondità. Prove di intelligenza da parte del suo assistito ne ho viste molte quindi nessun dubbio. I miei dubbi vengono dall'associazione con la profondità, aspetto che non ravviso né nel pensiero né nella condotta politica dell'uomo e mi creda uomini politici profondi ne ho visti davvero pochi e quei pochi, purtroppo son tutti morti. 

"Boia che discorzi! -intervenne Ennio lo zio di Dino Ciampi- eppoi si pole esse profondi senza esse inteligenti". Don Luigi stava per dire: difficile ma Ennio gli ricaccio in bocca la riflessione perché concluse così:

Badate mpò Viviana, vella pisana che faceva la pornostarre. Io l'ho frequentata da ragazzotta e davvero vi posso assicurà che un capiva na sega nulla ma quanto a profondità l'ho vista,  a provà no spettacolo erotico, e leilì ve lo giuro nela topa ci si infilavca la coda d'un pitone pe armeno na mezza metrata, na bella profondità!"



E tra il riso generale si concruse la serata e io concrudo il mi poste augurandovi na bona settimana e na meglio preparazione ar Natale


Zanza

sabato 22 novembre 2025

fatevi i gatti vostri 2126 "Perfetta" il nostro addio a Cice.


Ingrato compito r mio ovvero quello di raccattà r testimone da Dante e soprattutto fronnao onne (from now on) come dican gli ingresi. 

Non si è più ripreso e, a detta der Ciampino, che lo conosce bene, un si ripiglierà più. Da quanto mi racconta Dani fa le medesime cose di sempre ma gli è sparita l'attitudine ala facezie sostituita da una amarezza che trasuda un pessimismo ala Sciopenaue. Dela serie "la vita è n pendolo che oscilla fra l dolore e la noia". In parole povere dice cose troppo sensate e profonde per esse quel gran regista di cazzate che abbiam sempre conosciuto. Un vi voglio, però, turbà irrorandovi coll'aerosolle  dell'attuale Dante penziero. C'ho parlato cinque minuti ar telefano e m'è venuta voglia di andammi a buttà dal Romito. Co dieci parole,  estratte a forza, ha demolito i mi credo che eran digià traballanti. M'ha messo davanti all'l'nconzistenza di bona parte dela nostra esitenza e ha chiuso chiedendomi con estrema cortesia di un rompegli più i coglioni.  Unè che io mi butti giù facile ma sentì ste riflessioni da un lottatore perenne come lui. Come luilì che sur comodino teneva un quadretto co stampato "gl'invitti" m'ha sinceramente messo ko. Come quando, n'una squadra di pallone, r capitano dice "ragazzi un c'è più niente da fa". Mi domanderete "Ma pe un gatto?"  O forze, dato che chi ci legge ama i gatti in maniera profondissima, un lo direte ma un tantino di esagerazione nela reazione di Dante ce la troverete. Il Ciampi irridente dela vita e d'ogni senzo comune m'ha detto ".  Io  lo conosco bene, ci so cresciuto come un fratello, è o sarebbe  meglio dì 'è stato un claun' di quelli che ti fanno ammazzà dal ride, Quando so soli, poi, te li ritrovi cola testa n mezzo ale mani. L'ho visto tante vorte così e un era briaco o armeno non più di me. Era solo co su penzieri e in quella bolla di isolamento anche a me era precluso d'entracci o solo d'affacciammici." 

Poi gli è sortita  una dele su intuizioni "Zanzina mi ricordo che lui a Cice e gli sonava l'armonica, come faceva co Balena. R pezzo preferito era quello di Sciranne £Perfett". Mi diceva "La mi gattina un'è bella, bella è la su sorella anzi bellissima. Un'è inteligente anzi inteligentissima come era Esserino. E unè na lottatrice come Ito o una regina come era r Gato Dogie Serenisimo Balena. Lei è perfetta". S'è sonata nzieme diverze vorte, se la trovi la poi mette nel poste di oggi."

Così so andata al nostroarchivio della Bar Nado Band e ho trovato il pezzo n'una verzione eseguita solo da loro due, arcuni anni fa. Dante un adopra nemmeno l' amplificatore appropiato pell'armonica. Dino sona r piano bene. come sempre. ma senza nvadenza  guasi stancamente o meglio con discrezione, n punta di piedi o di diti forrze. M'è parza na musia adatta pe salutà quell' amore di micina che anche io ho avuto il privilegio di tené in collo.

Bon weekend e arrivederci perché, come già preannunciato da chi s'è tirato fori, il blogghe seguita.

Zanza




domenica 16 novembre 2025

fatevi i gatti vosti 2025 " La domenica delle ceneri" - Quel che resta di Cice.

Termino con oggi il mio dovere di cronista. Dal 2007 ho postato resoconti della vita dei gatti e nostra, spesso ci ho inventato su storie, altre volte ho colto l'occasione per rimandi di ben più alto spessore.

Ho narrato con gioia l'arrivo di Alice ed Emma e ho esaltato la loro bellezza e grazie. Con Alice, detta Cice,  ho forse avuto un rpporto affettivo connotato da maggiore tenerezza perché era più goffa e batuffolosa. Così spesso ne ho voluto vedere l'erede di Balena, rotolante e affamata ma ferma di zampa e adatta all'acqua. 

L'invidia degli Dei, ben nota agli antichi, ha voluto colpire questo tenerissimo rapporto.

Ieri sono ritornate le sue ceneri. Di una meraviglia vivente (nel post precedente la vedete sul mio pc) di due occhi che ti irretivano al solo guardarti resta una cassettina col nome il sigillo di ceralacca e una chiusura realizzata con un cuore spezzato, molto kitsch ma adatto a rendere l'idea di come siano i nostri. 


 



Non narrerò le imprese e le sorti dell'unica micia che resta padrona della casa. 

Unanimemente abbiamo deciso di non prendere più animali. Io invecchio rapidamente e spero di togliere il disturbo prima di dover salutare anche Emma. 

Holly è più giovane ma stanca per trentasette anni di barca. 

Dani cogita viaggi in terre senza guerre e senza politici. 

Il blog sopravviverà, come ho scritto nel precedente post, grazie alla ferrea resistenza di Zanza coadiuvata talvolta da Dani e, ove lo volesse, dal Ciampi. Ho scritto e ne ho combinate tante in vita mia,  il mio materiale è a loro disposizione. 

Un abbraccio a tutti i lettori e a quelli che hanno fede nel Gatto Eterno  e anche a quelli che non ci credono.

Dante

mercoledì 12 novembre 2025

fatevi i gatti vostri n. 2124 "anche Alice e di là dal ponte"

Ancora questa estate ne magnificavo la bellezza e le zampine palmate, rare ne gatti. Invece, il 4 novembre, l'abbiamo dovuta salutare. Portata via da un linfoma malignissimo. Davvero in poco tempo, dopo aver speso quelle poche migliaia d'euro che s'avevano per tenella in clinica a fargli tutti l'esami. Si sperava in qualche miracolo da poter tentare  ma ci siamo dovuti rassegnare. S'è tenuta a casa na diecina di giorni e il 4 l'abbiamo addormentata per sempre. Non poteva andà avanti in quel modo  e a vedella così ha fatto piange anche me. Impresa in cui non erano riesciti Esserino, Ito, Balena e neppure la mi Mamma e l mi Babbo.



Qui nela foto sembrava stare benone mentre  sonnecchiava nzieme a me.

Spero stia bene, anzi meglio, in quel pezzettino di aldilà in cui anche un ateo come me è costretto a crede per lenire l'idea che un bene così grande posa finì in modo così irrimediabile.

Non ho cuore né voglia di scrive al momento, col tempo magari. Per adesso semmai ci penseranno Zanza e Dani. Saluto tutti gli amici che attraverso queste pagine on line  hanno conosciuto i caratteri più simpatici dela nostra gattina.

Dante


domenica 12 ottobre 2025

fatevi i gatti vostri n 2123 Rigo dritto se sto ritto ma se bevo troppo vino io barcollo nzieme a Dino


La rima der titolo l'ha pronunciata r nostro Vate (subito rinominato "vater close" dar mi babbo) propio qui al barre durante la su trasferta in Toscana per oramai ben noti lavori all'orto. Gli avevo chiesto che titolo dà ala performanze musicale che loro tre s'accingevano a mètte n piedi. Ovviamente "n piedi" si riferisce ala performanze perché loro tre, senza la sedia, une stavano nemmeno ritti. Gli avevo procurato na fiasca da 5 di quel rosso di Bolgheri, che Dante ama tanto, ma n'una mezza serata e l'hanno sgocciolata fine n fondo, sti natidancane. Io purtroppo rimpiango i tempi in cui mi riesciva di scrive du paginate di poste ar giorno. Ora mi stianta la vescica e un posso nemmeno andà a piscià. Così scrivo cor una mano sola e le gambe serrate, pe un fammela addosso, mentre coll'altra mano vèrzo da beve all'assetati. Il lavoro c'è e bisogna pigliallo ora che c'è, quindi niente lamenti, "stringi r culo ed anche i denti" dice la mi mamma.

Meno male che Dino ha capito r mi segnale e s'avvicina, con passo cindolante, ar banco pe dammi du menuti di cambio. Io la musica ero digià riescita a mettela on line (mi scuso pe avé mozzato l'urtimo secondo di gnaulìo cola registrazione) quindi un mi resta che nvitavvi ad ascoltalla e abbracciavi tutti ringraziandovi pe la federtà co cui seguitate a leggeci.

Zanza

(P.S) l'esiti dell' indovinello delo scorzo poste saranno dati la prossima settimana.



mercoledì 8 ottobre 2025

fatevi i gatti vostri n. 2122 Un test d'ingrese pe nostri lettori: O che piangi a fa?

Vi domanderete com'è che co na settimana ricca di notizie come  questa io possa dedicà un poste a un test d'ingrese.

Si di notizie, bone e cattive ce n'erano.  Nel titolo, tuttavia, non ho voluto mettene neppure una. Troppo banale parlà der  nobelle sfuggito a Trampe. 

Troppi i morti, troppi gli innocenti



che di fronte a una pace decisa a un tavolino di risiko sembrano quasi perdere importanza. Ma se la cosa era tanto semplice bisognava lascià morì tutta quella gente? Anche a fine covidde mi vennero penzieri simili. La gente festeggiava l'escita dala pandemia e a me mi veniva da penzà ai morti che s'era lasciata dietro. Avrei messo volentieri un titolo di saluto a Paolo Sottocorona



un amato interprete del tempo metereologico che ci ha lasciato improvvisamente. Ero abituato al su notiziario meteo su la7 e lo sentivo come na persona di famiglia. Non posso che auguragli di trovà  subito la strada per il prato de mi gatti perchè di quell'altri posti e de loro direttori diffido. Meglio r Gatto Eterno.

Ora siccome oggi mi viene da penzà solo a morti voglio postà n po' di musica di quella che mi piace a me. Ricorro quindi a na registrazione recente fatta durante le mi serate al Bar Nado qundo so ndato a fa r muratore in Toscana.

Canta Susan na  vecchia compagna di George Dalton ospite sua a Livorno in que medesimi giorni che la sera ci sbarcavo io. 

La su prima moglie l'avete sentita, penzo ricorderete, n'annetto fa in un forsennato yodelle. Da lei George aveva avuto le su du figliole. Kate dala voce secsi vi s'è fatta sentì, quell'altra un me ne ricordo. 

Di Susanne ho scritto  compagna di George ma si tratta di parecchio tempo fa. Dopo di lei Gerge ha artalenato divers'anni cola Trombante Maior prima che lei lo mandasse n culo na vorta per tutte. 

Da allora George non ha più na compagna fissa. Lo si vede spesso abbracciato ala bottiglia e sostiene che abbia r buco più stretto che gli è stato concesso di conoscere in vita sua. 

Ogni tanto, siccome, nonostante tutto, pare che le su ecchisse seguitino a volegli un po' di bene, ne nvita quarcuna a Livorno. 

Stavorta è toccata a Susanne che su di lui ha espresso n opinione non dissimile da quella che ci regalò Lisa  delo  yodel (ar secolo Elisabeth). 

"Era un bell'omo, davvero bello a vedessi arto e co na faccia da attore di Hollivud. Poi na bella voce e sonava la chitarra. Anche gnudo faceva la su figura ma era difficile da addoprassi perché era guasi sempre briaco".

La canzone dice "Ho pianto per tutto ir percorzo nfino all'altare, sul viso avevo n sorriso ma lacrime nel cuore",

Nzomma la storia d'una  che si rivolge a un amato con cui si so mandati affanculo e gli dice che, mentre si apprestava a sposassi cor un altro, dentro si sé piangeva perché si rendeva conto di quer che aveva perzo ma che oramai è troppo tardi. Roba da fassi arzà la glicemia oltresoglia. ma un vero classico del country americano. In quer genere lì  la voce e la musica contan molto di più delle parole. 

Un vi dico chi la cantasse in originale, provate voi a ndovinà. 

Come Test d'ingrese nvece dovreste prova a ndovinà in quale stato d'America si parla con l'accento di Susanne. Io l'ho capito subito ma ero avvantaggiato dal sapere indove bazzicasse George a su tempi d'oro

Bon uicchend

Dante

sabato 4 ottobre 2025

fatevi i gatti vostri 2121 "Meglio lègge che caassi addosso"

Eh in questi tempi di merda, indove chi dovrebbe avè voce  laddopra solo per becere provocazzioni e si caa addosso ogniqualvolta dovrebbe manifestà na linean dissenziente dal trampe, io preferisco lègge. Per oggi ho scelto un bel ricordo di Otello Chelli, secondo me una dele meglio penne livornesi. Il racconto comparve, almeno per quel che ne ho, quale prova documentale, in un mirabile libriccino rosso che si chiamava "Livorno, il Mediteraneo in cucina" edito dalle Edizioni del cerro e distribuito ai soci dela Coop nel lontano 1989.Tra le imperdibili, originali ricette ci sono vecchie foto


e racconti di un tempo che fu. Non ci voglio fa tanti discorsi intorno, non serve. Chelli si legge e si capisce al volo.


Lo corredo cor un brano struggente di quel grande Marco Teglia, compianto amico, musicista e scrittore, del quale ebbi a dire svariate volte in questi spazi.


Bon week end Dante





martedì 30 settembre 2025

fatevi i gatti vostri n. 2120 Denzinghe "l'ulivi"

Dopo l'intermezzo Dantesco toccherebbe a me rimètte un po' di ordine. 
Intanto, Dante ha artalenato pe guasi du settimane tra Livorno e Follonica. Aveva grandi progetti ma pe adesso è riescito solo a fare la piattaforma su cui poggerà il su museo degli orrori. Ovvero un boxe nel quale trasferirà tutta la roba che al momento occupa un intero garage. Paga, infatti pel garage, un affitto che col tempo è cresciuto ed in effetti non è propio cosa saggia buttare soldi avendo un terreno di proprietà a disposizione. Si sa però che le costruzioni, anche semplici e mobili come le rimesse attrezzi, non nascono come  funghi. 
Bisogna fare una soletta, falla in piano, ben livellata, non muralla perché è proibito e nzomma, Dantino ha avuto il suo bel daffare a realizzare questo. 

Ha bestemmiato parecchio perché a sentì lui, a su tempi d'oro, in tutto sto tempo c'avrebbe costruito na casa e no solo r pavimento ma ala fine ha capito che bisogna contentassi perché a sforzassi troppo, come diceva Don Luigi, c'è anche il rischio di caassi addosso. Il Ciampi lo ha conzolato decretando: "hai fatto la più simpatica pista da ballo che ho visto in questi urtimi tempi: r denzinghe l'ulivi!" E tutti so scoppiati a ride.
Bagni in mare ne ha fatti pochi ma è riuscito a entrare in acqua sia a Follonica che qui a Livorno. Ovviamente nzieme ar Ciampi, che fa il bagno solo quando si trova insieme al fraterno amico. Altrimenti rifugge perfino da quello con la vasca e le mattonelle. 
Qui al barre, pe qualche serata, si è rivissuta la vecchia atmosfera. Ne mancan tanti, è vero: Uliano, Don Luigi, Renatino, Barabba, il dottore, l'avvocato, Vincenzino il pescatore e probabilmente qualche altro, meno assiduo del barre ma comunque ascrivibile alla cerchia degli amici. Ci s'era io, Samatta e le du trommbanti, r mi babbo, la mi mamma, Dino, Dante, e un par di sere anche i mi fratelli co rispettive donne. Il Mosca, s'è ripreso bene dal problema neurologico che era tornato a fargli ricodare d'avé battuto la testa e d'esse stato tassellato a Pisa come un cocomero quarche anno fa. La su donna è sempre Camillina, la sperverza, sorella minore di Samatta. Riccardo, r tafàno, mi gemello, ne cambia una ogni mese e stavolta è venuto co na francesina niente male. Di nome fa Amelì ma è stata subito ribattezzata Mele (che a Livorno sta per chiappe o natiche). Difatti ostenta un culetto così perfetto da un avé nulla da invidiare a quello mitico e tatuato dela prima ragazza der Tafano, Valentina. 
Come sempre sì è sonato e cantato ma soprattutto bevuto e mangiato. 
Il Ciampi ha dichiarato che pe passà una serata decente bisogna venga giù Dante altrimenti il barre pare un obitorio. 
Unè vero ma ma la su parte di ragione ce l'ha. 
Purtroppo i giorni belli passano e Dante è dovuto rientrare per affiancare Dani in barca dato che Holly sembra stenti a ripigliassi completamente. Domenica e anche Ieri non ce l'ho fatta a buttare giù ste righe conzuete, c'era gente a salutare la fine dell'estate e io mi sono prodotta ne primi pònci che ratificano, appunto, l'addio all'estate el prencipio dela stagione autunnale. Qui vi regalo una dele tante esecuzzioni avvenute al barre durante la presenza di Dante. Ali strumenti Samatta cor saxe solista, Dino ar piano e r mi babbo ala batteria. Una canzone dedicata a settembre che oggi se ne va mentre mi pare di vedé digià l'ombra der Natale. Speriamo sia un Natale di pace. Il pezzo è bello e i tre si esprimano ar meglio. Ad ave quarcuno da ballacci stretto stretto pole esse anche arrapante, oltre che semplicemente struggente come lo strutto.

Baci Zanzara

domenica 21 settembre 2025

Fatevi i gatti vostri 2019 L'orto vole l'omo morto

Purtroppo devo andare di corsa perché ha problemi abbastanza seri il Mosca a Livorno e anche Holly combatte con una  febbricola che non le dà pace. Corro dunque per ripassare da Livorno presto e poi andare a Venezia a dare il cambio a Holly. Peccato perché dopo un allegro weekend al bar Nado mi ero trasferito al mio orto per realizzare un box e smettere così di pagare un affitto per un garage che uso pochissimo. Ho terminato la soletta, devo solo livellare qualche piastrone. Il box però non posso farlo adesso per i motivi suesposti. In questo scampolo di tempo mi consolo coi mici: il tigrato modello Balena e doventato bellissimo e affettuosissimo. Pallino è presente con la Tigretta che ha dato alla luce in bellissimo micetto okkio perché nella foto è vicino alle zampe della mamma e non si vede bene ma c è. Ecco le foto 

Bona domenica

Dante



domenica 14 settembre 2025

Fatevi i gatti vostri 2118 Littorina.net

Oggi il post lo faccio di venerdì. Poi lo posterò domenica. E sono le 7.50 e sto viaggiando, su Italo, alla volta di Firenze. Lì se ce la fo avrei un cambio in 8 menuti pe Livorno. Non è semplice perché ho un borsone che passa i 20 chili, un quadro con un cavallo di Teo Russo, pittore su cui mi sono dilungato abbondantemente in passato e una scatola con 48 confezioni di mangime pei gatti der mi orto. Vi ricordate i tre rossini che nacquero ne mi orto di Follonica? Durante l'estate dello scorso anno loro tre, la su mamma, na bella tartaruga simile alla nostra Emma e du maschi un poino più grandi mi fecero na gran compagnia. Sti du maschi, molto simili a Esserino e Balena da piccini, si chiamavano Peperino e Balenino. A novembre, quando andetti a coglie l'ulive, Peperino lo aveva adottato na famiglia. L'altri c'erano tutti ed era un piacere vedesseli corre incontro quando arrivavo cola Panda. Andando via gli promessi di tornà presto ma, lo sapete, ste promesse si fa prima a falle che mantenelle. Così so tornato laggiù solo questa estate a fine giugno. La micia mamma era morta avvelenata. Dei tre figlioli l'unico a pelo lungo, che chiamavo Leoncino, è stato adottato. Balenino, Tigra, una de tre rossi era femmina e Pallino (quello cor capo più rotondo) erano lì. Spero di ritrovalli  tutti. Mi fermerò da Nado pel weekende. Poi mi sposterò a Follonica perché all'orto ci voglio costruire un box dove riporre la mi Vespa e tanta roba che ho in un garage affittato. Sto scrivendo con un telefonino che mi ha passato Dani. Unè male ma un mi ci abituerò mai completamente. Il treno è appena ripartito da Ferrara. Dopo Bologna devo rimontare il mio carrello per avello pronto quando s'ariva a Firenze. Meno male che so nella carrozza di testa. E' quella che a Firenze arriva alla testa del binario. Se siamo in orario c'è la posso fa anche in que pochi menuti. Sennò mangio un panino fatto da Holly, bevo un quarto di rosso, che ho al seguito e poi sono l'armonica infine a che un arriva r treno successivo. Ci sta che a sentimmi sonà mi facciano anche l'elemosina. 

Ovviamente Italo arriva co 15 menuti di ritardo e perdo la concidenza. Un signore che ha perso anche lui ir su cambio mi fa: "Lo conosce l'anagramma di "italotreno?"£ "No-rispono- ma un mi dica la soluzione, la voglio scoprire da solo. Mi garba l'enimmistica". Per fortuna una controllora, a cui chiedo l'ora del prossimo treno utile, mi indica, al binario 5, il regionale veloce per Massa Centro. Passa da Pisa e co un apido ragionamento concrudo che  intanto mi porta in giù. Affretto il pass,o tiro il carretto e lo piglio ar volo. Nello scompartimento, in cui mi so nfilato ar volo, ci so na coppia di bengalesi co tre bimbi e du passeggini che hanno sistemato la meglio ner vano biciclette. Sto comodo alloggiamento oramai è in tutte le carrozze mentre prima era in testa o n coda ar treno. C'era ir problema che un si sapeva indove posizzionassi fino a che r treno un arrivava e allora tutti a corre come matti, spingendo la bici, perché il più delle volte un si era ndovinato da che parte sarebbe stato l'apposito vagone. Ora va meglio e comunque la bici non ce l'ho. Intanto il mezzano de tre bimbetti s'arrampica sula scala, che porta di sopra, senza che i genitori lo caino nemmen di striscio. Del reato un caano nemmeno r più piccino che ciga come na rota senz'olio. Ala fine quello sula scala ruzzola di sotto . Si deve esse fatto male perché bercia più di quello che prima cigava. La su mamma lo piglia in braccio ma pare più nteressata ar cellulare che ha nell'altra mano. R marito sembra mperturbabile. ascolta col telefonino a bon volume e beneficio di tutti l' occupanti der vagone, na specie di canto di preghiera. A Empoli sale n affricana arta e atletica, sembra la sorella di quella che stiaccia a pallavolo. Entra cor una bici da omo arta e grossa anche lei. Ha du bracci che sembrano du tronchetti e la maglietta d' una coperativa di portuali per cui si e lavorato sia io che r mi babbo. Vedendo occupato r posto delle bici, piglia di peso un passeggino cor una mano e lo sposta, poi, co na ginocchiat.a scanza anche l' altro e alloggi la bici nella apposita staffa. Ir bengalese s' arza e chiede in un italiano molto approssimativo perché lei tocchi la sua roba. "Perché te l' hai messa indo vanno le bici;  o che in sai legge nemmeno i disegni?" Replica lei n un livornese che la potrebbe fare parere la nipote di Nado. Probabilmente fa parte dela generazione nata in Italia perché a occhio e croce un dovrebbe avé più di vent anni. L'uomo assume un tono di voce più stridulo e lamenta che doveva dirlo a lui. La ragazzona ride e gli fa "Come te lo dovevo chiede mezzasega? N ginocchio te lo dovevo chiede?" A vedé dall'occhi credo che luilì l'ammazzerebbe volentieri. Unè proprio scemo der tutto pero. Di certo un vole casini co eeventuli controllori o poliziotti e poi l avambracci e i bicipiti dela mora so come i mia da giovane. Quella,penzo, co na manata gli fa fa r corridoio nzùe ngiú. Poi l'acque s' acquietano e la ragazza si mette a sedé in un posto libero davanti a me. Come a cercare consenso mormora ma non a voce troppo bassa "Boiade e fan come cazzo gli pare, caminano n 5 attraverso la strada, caan sti passeggini ovunque, vanno contromano n bicicletta e poi ....ma che si pol vedé le donne conciate in quer modo, cola musina e la pezzola in capo?" Ha usato du espressioni degne dela mi nonna: "la pezzola" era il fazzolettone o fularde che le donne si mettevano in testa e "la musina" in livornese indica la museruola del cane. A  Venezia, nvece, la "musina" sono i piccoli risparmi messi via. Le chiedo se sia nata a Livorno. "No sono nata a Sagatta in Senegal e so di razza Fulana ma so stata adottata a du anni e vivo da sempre a Livorno. 

"Vai - gli dico dandole la mano- io so Dante Davini Diversi" nato in viale Caprera angolo Venezia " E io so Gaia Sardelli" 

" Sardelli? Boiadé, un sarai mica dela famiglia di Gino r meccanico?" 

"R mi nonno! " 

Poi mi racconta la su storia:le donne fulane sono note per la bellezza ma anche per i costumi assai liberi. Spesso le donne lasciano il compagno e ne pigliano uno che gli garba di più. Ala su mamma però il terzo cambio, da cui nacque lei, le costò na coltellata mortale infertale  dal secondo marito e siccome il babbo di Gaia si vendicò ala medesima maniera e finì in galera, lei fu data in adozione. I suoi abitano in una zona nuova di Livorno ma i nonni Gino e Lia hanno tuttora casa al pontino e Gaia conosce perfino il Bar Nado anche se non ci è mai entrata. Siamo arrivati a Pisa nel frattempo m'è venuto in mente l'anagramma: LITTORINA NET


 continua

 Dante





mercoledì 3 settembre 2025

Fatevi i gatti vostri 2117 "Quando la memoria vacilla ci vole la scintilla"

Ne commenti al poste scorzo, Patty di Roma, in arte  prencentrence, mi chiedeva come va e come mi sento, visto che ho passato la settantina.

A dì il vero, r 29 di luglio  ne ho feniti 71 e so entrato in 72. Ancora non piscio nel frigorifero come il protagonista del film. Mi ricordo aperture e difese deli scacchi a memoria e tante altre cose. Tanto altre, nvece, me le so scordate e forze è stato meglio così.

L'altra sera pe ricordammi come si chiamava Eter Parisi ho dovuto aprì la scatola de ricordi e tirà forì un poster co leilì gnuda. Coll' ovvio rischio di fa ncazzà Holly, fammi buttà fori dar letto e anda a dormì nel campere. Così, sapete come succede, mentre mi girava pel capo il nome Parisi, pe associazione ho penzato ala nipote der magnate dell' alberghi. Periss m'è venuto subito ma l'alberghi? Un delirio. Ciga, Merriotte, Vindamme  boh davvero mi pareva davecci r miele ner capo. Poi m'è venuto in mente il Baglioni, che ci facevo il portiere di notte lì vicino, al Nordoveste, quando avevo ventanni e stavo a Firenze. 

Be ricordi ma un era quello chemi nteressava ar momento, Volevo r cognome di quella Periss e un mi volevo arrende.  Allora ritorno a Venezia e  d'almerghi ne rammento na diecina compresa la penzione  Dala Rossa che aveva na stella sola ma du tette enormi come quelle di Margarette. No la sorella dela regina  d'Inghilterra, Margarette la moglie di Nolte del fim che nel filme si chiama....Boia o si chiama? Ecco si chiama come quello che une smetteva più d'anda a presentà Sanremo. Sì ecco,:Mozzarte!  Macché Mozzarte ner settecento Sanremo un c'era o meglio la città c'era ma il festival no. Mozzarte Mozzarte ecco Amadeus si chiamava. M'è toccato bestemmiacci pe na roba tanto semplice. Ala fine mi passano pela testa l'indiani d'America ma un era mica indiana quell'americana che l su nonno quando la vide n rete gnuda che leccava n gelato ala liquerizzia per poco une stianta d'infarto. 

Ecco ora le sinappesi so allineate: Indiani d'America, Geronimo, Geronimo? Stilton (quello de bimbi) Stilton---Ilton ecco come si chiamava leilì che m'è venuta ala mente quando mi so rammentato dela Parisi.  Boia... la Parisi e di nome? Ci risiamo. Mica me ne sarò digià bell e dimenticato? Etere si me lo ricordo! Etere come quello che s'adoprava pe addormentà la gente.

Ora siccome Zanza è sempre dietro al Mosca che sta benino ma ancora bene no, metto na presentazione del cane da acqua Portoghese quest'urtimo reso famoso dal fatto che l' aveva Obama. 


Obama Obama Obama? Omama Billade? No quello l'hanno ammazzato. O perché mi viene a mente di quando facevo ir postino a Firenze. Obama San Frediano? Obama Piattellina? Obama Campuccio? Macché le strade dela mi  vecchia gita postale un mi dican nulla.

Proviamo: quando ancora un avevo la gita fissa e mi mandavano ogni giorno in un posto diverso che vie facevo?  Obama Novoli? No, ma fochino !Obama Demidoffe? Ioboia, lo sento ci so guasi ma Demidoff unnè . così pare r cognato di Putinne. Obama Baracca!  Eccolo lì! Via Baracca - Baracche- Omaba. esatto Baracche e Melani cor cane che si chiamava....Bo! No boh pe dì un lo so, de cani me ne ricordo si chiamava Bo ed era una femmina. Dev'esse morta 3 o 4 anni fa perché lo lessi sul giornale e penzai di tutti quelli che c'era da levà fra l' umani bada te se doveva morì r cane.




Però ho detto che Bo era co Melani. Quarcosa un mi torna. Melani? Ocché Baracche trombava la moglie di Trampe? Un si sa mai questi omini potenti ndove lo nfilano. No si chiamava come la moglie di Ramazzotti. Non l'amaro Ramazzotti  Danteee ripigliati. Come r tu amico scrittore che è morto: Erosse. Ecco Erosse Ramazzotti, Alba la su figliola, no no Alba no ma vicino, Aurora allora. Erosse, Aurora e Melani? No i primi due si, ma Melani unnè. Leilì l'ho vista piccina quando andava a scuola a Sorengo nela svizzera italiana. Io ero già docente ndove studiava r figliolo di Mina, nantro volenteroso. Avevo preso casa a Sorengo e la vedevo passà ma questo l'ho bell e scritto in un altro poste, almeno mi pare.  Allora bambina piccina svizzerina come ti chiami bellina?  Dunque riandimo ndietro cor capo: io avevo portato insù r mi ciao da Firenze. Cioè l'avevo spedito a Ponte Chiasso e poi avevo passato la dogana a mano. Ma come mai del mi Ciao mi rammento? Dunque in Isvizzera si poteva andà al massimo a trenta e pela salita pe arivà ala collina indove stava Mina mi toccava pedalà come un dannato. Si ma la moglie, anzi la ecchese moglie di Erosse, un me la rammento ancora e un voglio andà a vede in rete è na quistione d'orgoglio. E' come quelli che dicano "io dela settimana enimmistica r Bartezzaghi lo fenisco in cinque menuti. Poi arivano ar 2 orizzontale: "r tegame di tumà" e nvece di penza a sumà come si chiama o arzà r telefano se un se ne ricordano e vanno n rete e vanno e nterrogano. La rete che ormai addopra l'inteligenza artificiale risponde: Grazie per avermi fatto na domanda tanto profonda e delicata, conoscere le proprie origini specie quando son note le chiacchiere sulla moralità della figura materna è segno di vero interesse alla conoscenza appresa da fonti sicure e non da voci raccolte Bar Nado. Ovviamente per la praivasi non posso scriverti il cognome di tua madre ma ti darò una indicazione utilissima: ir cognome der tegame di tumà è sula su carta di dentità. Bene dopo sta tiritera ancora la Unzicke un mi ricordo come si chiama acciderballei. Dunque c'entrava r Ciao. O che aveva r Ciao? La sella, r telaio, le rote, r manuvrio, r motore, r serbatoio! S'è acceso quarcosa quando ho penzato serbatoio! Serbatoio? Preservativo? Questa è davvero orrida. Mannò dai o che cazzo di associazioni fai Dante? Serbatoiooooo  Carburante? In Svizzera c'era già la verde sì ma bisognava comunque metteci l' olio. Oddio ci sò! Benzina più olio al due per cento, Miscela!!!! Miscelle Unzike! Miscelle Obama! Boia dé ho na memoria da rinoceronte. Obama co Miscelle e r cane da acqua portoghese di nome Bo. Annoi l'alzaime ci fa na sega!

C'ho messo un poino ma Don Luigi diceva che ala svelta bisognava dì solo r saluto a morti e l discorso ali sposi perché le cose tristi se le voglian dimenticà tutti rapidamente e ai matrimoni tutti un vedan l'ora d'andà a nbuzzassi di cibi e dolci.

Donque facciamo i seri e scriviamo come se si fosse di novo a nzegnà a de ragazzi che abbino prencipiato ora ora l'univerzità e un sian boni a fa un reporte da cani. 

Prima di postallo l'ho mandato a Bobbe a Osforde pe un giudizio. Perché luilì è un professorino che segue la moda de tempi su una solida base di tradizione (secondo me lassù se la tirano fino a strappassela). Ovviamente mi riferivo solo al reporte ma lui ha scritto che nel poste sembro davvero uno coll'arzaime e quindi mi potrebbe dà anche un 70. Che poi a Osforde è un 30 e lode (quindi demente cor bollo). Ora mi dirrete ma se da sempre si dice che addoprano ir centesimale come fa 70 a esse trenta. Un vi fate ste domande so ingresi e quindi strambi a prencipià dala guida. E' vero 70 vale il nostro trenta e lode ma  si pole piglià anche 80, 90 e su su fino a sballà come a 7 e mezzo. Sul cane nvece ha detto che è ben fatto ma banale e  che mi darebbe un 50-59%: chiamato anche 2:2 (lower second). Non è male, ma niente per cui festeggiare → (tra il 23 e il 26). 

L'ho salutato mandandolo in culo, sono uno de pochi che pole mandà in culo un proffe di Osforde specie quando è r su nipote.

Bona Domenica

Dante



Il cane da acqua portoghese

Cão de água português

caratteristiche, storia e potenziale impiego come cane da salvataggio

Abstract: : origini, caratteristiche, temperamento, attività odierne, potenziale ruolo nel salvataggio in contesti acquatici e luoghi di impiego.

Introduzione

  • Presentazione della razza e contesto storico.
  • Scopo del report: analizzare caratteristiche fisiche e comportamentali, e valutare l’idoneità al lavoro di salvataggio in acqua, citando fonti affidabili.

Origini e caratteristiche principali

Le origini della razza risalgono probabilmente al medioevo ma sono piuttosto  oscure. Il primo probabile riferimento al cane acqua è un testo di un monaco, che nel 1297 ha descritto un salvataggio di un marinaio grazie ad un cane "dal lungo pelo nero rasato fino alla prima costola, e con un ciuffo sulla punta della coda". Un'incisione del XIX secolo, raffigura l'arrivo del re del Portogallo D. Miguel sulla spiaggia di Betlemme, mostra un cane che nuota in acqua verso la barca del re


Si ritiene secondo alcuni studiosi, che la razza sia imparentata per alcune comuni caratteristiche morfologiche ed anche per la comune propensione acquatica al barbone francese, entrambi derivati dal barbet


Secondo altri autori l'origine deriverebbe da un cane autoctono dell'Africa nord-occidentale importato da popolazioni berbere nella penisola iberica, cani che successivamente si sarebbero incrociati con cani francesi e quindi con cani da pastore portoghesi[4]. La culla della razza è nella regione dell'Algarve.

  • Contesto sociale : contesto delle comunità di pescatori portoghesi; ruoli storici dei cani nell’assistenza in rete, recupero e osservazione sull’acqua.

  • Peso:

  • Maschio: 15-25 kg

  • Femmina: 15-25 kg

  • Altezza al garrese:

  • Maschio: 50-55 cm

  • Femmina: 45-50 cm

  • Caratteristiche:
  • Orecchie pendenti (naturalmente)

  • Aspettative:
  • Livello di energia: molto energico.

  • Longevità: 10-14 anni

  • Tendenza a sbavare: bassa.

  • Tendenza a russare: bassa.

  • Tendenza ad abbaiare: moderata.

  • Tendenza a scavare: bassa.

  • Socialità/necessità di attenzione: elevate.

  • Allevato per:
  • aiuto nella pesca
  • Temperamento: intelligenza, lealtà, predisposizione al lavoro, necessità di socializzazione precoce.

Abilità e potenziale come cane da salvataggio


  • Evidenze pratiche: dove è stato impiegato in contesti di soccorso acquatico (se presenti in fonti) e quali risultati sono stati riportati. (vedi links in calce)


Conclusioni e prospettive

  • Sintesi della potenzialità del ADP come cane di salvataggio, con condizioni ottimali per impieghi pratici (es. organismi, contesti acquatici, paesi con tradizioni di addestramento).
  • Raccomandazioni per proprietari, clubs e enti di salvamento.

Metodologia di ricerca

  • esclusivamente in rete attraverso  fonti attendibili  consultate: ( club di razza, riviste veterinarie, articoli accademici, linee guida di enti cinofili).

relativi links con URL