lunedì 17 aprile 2017

fatevi igatti vostri n.679 " L'ovo di Pasquetta"

La giornata di Pasqua era scivolata via liscia ma sentivo una sensazione strana che accumunava anche Bobby. Ci sentivamo, insomma, come due persone che cercano qualcosa sapendo che non c'è più e che è difficile ritrovarla. 
Il cibo era buono, la compagnia ricca, Dante, complice il buon vino, aveva tenuto banco con un vasto repertorio delle sue trovate, a un certo punto ha tirato fuori delle cantate in ottava sul sindaco di Venezia  che sarebbero state da far sentire con gli altoparlanti, eppure..... Eppure mancava qualcosa e io e Bobby ci guardavamo concordi nel percepire questa assenza e uniti dallo stato d'animo di non saperle dare una collocazione al nosto velato malessere. Eravamo noi due diventati stranieri? Erano i genitori a sembrarci vecchi? Forse zia Holly era un po' sottotono per la tanta fatica ai fornelli dopo due notatte consecutive di lavoro? Ci giravamo intorno senza trovare il bandolo. Alla fine Bobby mi si avvicina all' orecchio e con aria trionfante mi fa: mancano i gatti no?
E' vero ma come avevamo fatto a non pensarci? Da 11 anni sono i nostri beniamini in ogni riunione familiare e non c'erano! Eppure.... Eppure non era solo l'assenza dei gatti a mettermi quell'inquietudine strana. 
Così ho bevuto, il prosecco era buono, la zia aveva portato liquori di alloro, di zenzero, di cannella, tutti oltre i 50 gradi e sia io che Bobby abbiamo fatto il giro diverse volte. In un momento di pausa mi sono avvicinata a Dante e gli ho chiesto: zio ma a te  pare manchi qualcosa? 
"A me, ringraziando il Dio di quell'altri, perché il mio un si sa dov'è,  mi dovrebbe mancà pochino" ha risposto
 e si capiva subito che non era un riferimento al fatto che si contentasse di quello che aveva ma uno di quei pensieri negativi alla Dino che ogni tanto gli fanno dire di queste cavolate. Alla fine dolci vino e liquori hanno trasformato la sensazione emozionale in una bella "piomba" che, a sentir Bobby ha fatto esclamare i miei genitori: "non ce la dovevamo mandare in Australia! Chissà che abitudini ha preso, Mària Vergine! Non l'avevamo mai vista bere così". 
"E quando mi dovevano aver visto se non ci sono mai stati? " mi chiedo. Meno male che sul momento non capivo più nemmeno dove mi trovavo altrimenti si sarebbero accorti che la loro bambina è una donna grandicella e che se volevano giocare alle bambole avrebbero dovuto farlo quando era il tempo, adesso le bambole bevono, scopano e  a volte piangono.
Siamo partiti verso casa dopo cena, io dormivo dalle 5 e non ho cenato ma gli altri hanno fatto fuori gli avanzi del pranzo e pare che lo zio, intorno alle 9 abbia avuto il coraggio di dichiarare un certo languorino.....Può darsi che alla sua testa la vita non appaia più tanto allegra ma il suo stomaco par bene attaccato all buone cose terrene. 
Siamo arrivati a casa alle 11 e ho dormito vestita ma stamattina sono stata la prima  a scendere in calle per prendere una boccata d'aria e fare due passi. Avevo appena voltato l'angolo quando per poco non sbatto addosso a un tipo abbastanza male in arnese che trascinava un carrellino della spesa. 
L'ho guardato meglio, allucinato, avvolto e incappucciato in un eskimo che reclamava la lavanderia più di quanto il mio mal di testa reclamasse l'aria fresca, a due metri da me c'era Dino Ciampi. Io coi fumi dell'alcol di ieri, lui con la sua assenza perenne, avevamo rischiato di passarci accanto senza riconoscerci.
 "Ma lo zio lo sa che sei qui?"  "No, gli ha mandato un messaggio Elvezia (lui non la chiama Costanza)  perchè a me non mi riesce ma mi sa che i messaggi mica li legge luilì".
 Ho suonato agli zii e solo al sentir dire che c'era Dino, zio Dante ha fatto le scale a tempo di record. Tutto quello che era mancato ieri, per incanto, ce lo ha restituito questo lunedì di Pasqua. Zio Dante quando ha Dino accanto recupera il suo spirito migliore e sebbene Dino sia sempre un po' opacizzato dai pensieri o dai non-pensieri, quando non lo è dall' alcool, loro due  insieme riescono a far tornare l'atmosfera allegra dei nostri anni migliori.
L'unico che ha fatto festa al cibo è stato Dino, noialtri abbiamo ceduto solo ai molti assaggini preparati da zia e solo aun goccio di rosolio alla cannella.
Dopo pranzo Dino ha staccato dal chiodo la chitarra, lo zio ha spolverato l'armonica che giaceva da tempo sulla mensola, accanto alla stufa ed è stata una delizia. Roba anche velatamente malinconica ma di quel malinconico morbido che ti affascina e ti fa sognare. Li ho registrati col telefonino e nel finale si sente anche la zia che sgrida Esserino, Bobby dice che come tecnici si può far di meglio. Lo faremo prometto e cercheremo di immortalare il duo come si deve ma per oggi ci tenevo a far sentire la vecchia nostalgica dolcissima aria con cui sono cresciuta

Dani
  cliccate la scritta qui sotto per ascoltare 
come dice Dante



2 commenti:

  1. Sono contenta che sia arrivato Dino a completare con il tassello mancante la vostra Pasqua. Mentre leggevo la vostra inquietudine, mi stava venendo l'ansia, preoccupandomi per non so cosa. Bene, abbraccio la compagnia al completo, anche se sapete bene che ai gatti qualche coccola in più. Grazie, amici cari, grazie sempre.

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  2. Per essere una home session registrata col cell, la definirei davvero bella. Dino sembra avera una mano country davvero alla Dylan e se non ricordo male di formazione è pianista, l'armonica di Dante tocca corde profonde....si rischia la commozione
    Bello producete gente producete che vi ascoltiamo col cuore
    Valerio e Patty (ex erprencentrence)

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